INDUSTRIA CARTOTECNICA TRASFORMATRICE Nel Quarto trimestre 2011, il fatturato del Panel delle aziende cartotecniche trasformatrici registra una crescita tendenziale del 3,4%, inferiore a quella dei 3 trimestri precedenti, ma la dinamica complessiva dell’anno 2011 si conferma comunque positiva (+5,7%). Nel Quarto trimestre 2011 si evidenzia un calo dei prezzi di vendita dei prodotti trasformati per […]
INDUSTRIA CARTOTECNICA TRASFORMATRICE
Nel Quarto trimestre 2011, il fatturato del Panel delle aziende cartotecniche trasformatrici registra una crescita tendenziale del 3,4%, inferiore a quella dei 3 trimestri precedenti, ma la dinamica complessiva dell’anno 2011 si conferma comunque positiva (+5,7%).
Nel Quarto trimestre 2011 si evidenzia un calo dei prezzi di vendita dei prodotti trasformati per il 31% delle imprese, a fronte di un 58% che li mantiene stabili. L’incremento del fatturato del settore nel 2011 è invece collegato alla crescita dei prezzi di vendita, necessaria per l’adeguamento ai decisi aumenti dei prezzi delle carte e dei cartoni, avvenuti nella prima parte dell’anno e compresi mediamente, secondo la Camera di Commercio di Milano, tra il 7% ed il 16%; in crescita anche i costi dell’energia (per l’elevato prezzo del greggio e l’incremento delle accise) e dei trasporti, in particolare nel Secondo semestre. In generale molte aziende segnalano un allungamento dei tempi di riscossione dei crediti e una riduzione della solvibilità dei clienti. Le stime sul 2011, in base alle indagini di Assografici, evidenziano per il settore cartotecnico trasformatore una diminuzione tendenziale della produzione dello 0,7%. Nello specifico diminuisce dello 0,7% la produzione di imballaggi in carta e cartone e dello 0,8% la produzione cartotecnica.
Tornando alla cartotecnica trasformazione, in termini tecnologici prosegue lo sviluppo delle nuove tecnologie di stampa (digitale e flessografica) che stimolano la crescita degli imballaggi stampati, a maggiore effetto comunicazionale.
Gli astucci e scatole pieghevoli, rappresentati dal Gifasp (Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli), mostrano, dopo la buona crescita conseguita nel 2010, un lieve incremento delle quantità prodotte dell’1,6%, per la tenuta della domanda del settore farmaceutico e l’incremento di quella del settore della cosmesi-profumeria, a fronte di una caduta dei consumi in alcuni segmenti dell’alimentare, soprattutto nell’area dei prodotti da forno.
La produzione degli imballaggi flessibili, secondo il Giflex (Gruppo Imballaggio Flessibile), mostra un aumento tendenziale del 6,8%, per la buona performance della domanda sui mercati esteri e lo sviluppo di alcune caratteristiche che meglio rispondono alle esigenze delle aziende clienti. Gli indici Istat evidenziano nel 2011 una crescita produttiva delle carte trattate per uso industriale (+3,6%) ed un calo della produzione di buste da corrispondenza (-1,6%) e di articoli igienici e sanitari (-4,9%).
I dati relativi al commercio estero mostrano nel 2011 una crescita tendenziale delle importazioni in valore (+4%), conseguita in particolare nel Primo semestre dell’anno, in linea con quella della voce “scatole, sacchi ed imballaggi vari in carta e cartone” (+3,9%).
Secondo l’indagine congiunturale Osi, relativa alla situazione al quarto trimestre 2011 e le tendenze del primo trimestre 2012, le esportazioni in valore, la cui quota si attesta al 36,6% sul totale del giro d’affari del settore stimato da Assografici, crescono del 3,1% rispetto al 2010, incremento conseguito principalmente nella prima parte dell’anno.
Nello specifico l’export di scatole, sacchi ed imballaggi vari in carta e cartone aumenta del 10,3% e si incrementano anche le esportazioni di tubi di cartone (+13,1%), articoli igienici e sanitari (+2,6%) ed etichette (+1%).
Analizzando la destinazione, le esportazioni aumentano verso quasi tutti i principali paesi. Nello specifico crescono verso la Francia (+8,2%) e la Germania (+2,8%), calano verso il Regno Unito (-1,4%), si incrementano verso la Svizzera (+8,9%) e la Spagna (+0,6%). Allargando l’analisi ai primi 15 paesi si nota una forte crescita dell’export verso alcuni paesi dell’Est Europa come la Romania (+15,9%) o la Repubblica Ceca (+12,6%) mentre vi è un vero crollo delle esportazioni verso la Russia (-40,5%) e la Grecia (-33%).
