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Nel settore delle etichette autoadesive, lo sviluppo di programmi di attività ecosostenibile stanno diventando sempre più fondamentale, anche grazie al supporto che le associazioni di settore stanno offrendo in questo momento. In un settore in cui sia la catena del valore sia il prodotto principale sono complessi, non c’è da meravigliarsi se lo sviluppo di […]


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Nel settore delle etichette autoadesive, lo sviluppo di programmi di attività ecosostenibile stanno diventando sempre più fondamentale, anche grazie al supporto che le associazioni di settore stanno offrendo in questo momento.

In un settore in cui sia la catena del valore sia il prodotto principale sono complessi, non c’è da meravigliarsi se lo sviluppo di un programma di attività ecologiche a tutto tondo richiede del tempo. Nell’ambito della sostenibilità, sono partiti diversi progetti che comprendono: il riciclo dei release liner per etichette, sia in carta sia in film; la conversione in energia dei rifiuti derivanti dalla matrice dell’etichetta; la soluzione dei problemi legati alla contaminazione dei contenitori in PET termoformato con le etichette autoadesive e la definizione di parametri per una tecnologia adesiva rispettosa dell’ambiente.

Il riciclo dei release liner
Gli impieghi potenziali degli scarti di matrice e dei release liner (dal riciclo a ciclo chiuso fino, ad esempio, ai pellet per combustione, ai carburanti e ai termovalorizzatori) vengono identificati e analizzati, per poi essere raccomandati alle aziende aderenti a tutte le associazioni di settore.
Naturalmente, come in tutte le industrie responsabili, la strada del successo parte dall’attuazione di pratiche di produzione snelle e dalla riduzione dell’impronta di carbonio. A tutti i livelli della filiera è stata già ottenuta la riduzione dei tempi di allestimento e dei materiali di scarto. Inoltre, i progressi tecnologici hanno apportato notevoli risparmi energetici in aree quali l’essiccazione, sia del materiale per le etichette durante la produzione sia degli inchiostri in macchina da stampa.
Negli ultimi anni i trasformatori di etichette hanno confermato, dandone anche prova, il loro impegno nell’afferrare qualsiasi opportunità per ridurre sprechi, tempo e costi, a vantaggio tanto dell’ambiente quanto del loro business. È al momento della trasformazione che le etichette prendono effettivamente forma, per poi passare ai produttori dei marchi e a chi confeziona il prodotto. Il release liner contribuisce garantendo un’applicazione precisa, rapida ed efficiente dell’etichetta, mentre gli scarti di matrice rimangono presso i trasformatori, i quali necessitano di una soluzione che non preveda lo smaltimento in discarica. 

Fornire assistenza ai trasformatori di tutta Europa nel fare un uso sostenibile dei loro scarti di matrici è una delle principali sfide. La termovalorizzazione è un’opzione, e gli scarti delle matrici delle etichette possono essere riciclati per la trasformazione in WPC.
Comunque, attualmente per FINAT la priorità è il suo ruolo di catalizzatore nella creazione di una “catena di custodia” per i release liner usati che coinvolge l’utente finale. Le aziende che scelgono di avvantaggiarsene, possono ottenere rimborsi finanziari da chi si occupa di riciclo industriale dei release liner in film, sia PET che PP. Ma i release liner in carta siliconata richiedono dei trattamenti più specifici. Per quanto riguarda ciò è la Germania a fare da apripista. L’associazione del settore delle etichette tedesca, VskE, ha promosso attivamente i servizi dell’azienda austriaca specializzata in riciclaggio Lenzing, in collaborazione con i facilitatori indipendenti Cycle4green (C4G). Insieme, stanno chiudendo il cerchio tra trasformatori, utenti finali e chi si occupa di riciclo. 

Inoltre, i principali produttori di carta di release hanno sviluppato due importanti iniziative per la raccolta degli scarti in Europa centrale.
Raggiungere le persone giuste per organizzare la raccolta è un’operazione difficile. Innanzitutto, il trasformatore o i suoi rappresentanti devono ottenere l’approvazione dei responsabili per la sostenibilità presso l’azienda utente finale. Una volta ottenuto ciò, occorre convincere i responsabili acquisti e imballaggi che si possono ottenere miglioramenti in termini di sostenibilità e costi avvalendosi della raccolta di scarti di produzione di etichette. Infine, bisogna prendere contatto con il responsabile di stabilimento, che in definitiva è la persona con cui si organizza la preparazione dei release liner usati e si stabiliscono i tempi per la raccolta. Questo ciclo può richiedere settimane e mesi.

Nella sola UE, le aziende clienti dei trasformatori di etichette autoadesive sono circa 8.000. Tutte possono contribuire al miglioramento della sostenibilità della propria organizzazione e dell’intero settore delle etichette autoadesive. In questo processo, la raccolta e il riciclo dei release liner può dare un nuovo impulso vitale ai preziosi prodotti basati su carta.
www.finat.com